Una Franciacortina in Cucina

Il blog di Arianna Vianelli

Pasta con la Sardina essicata del Lago d’Iseo

Mi sono ripromessa di rimediare alle mie mancanze e, dopo il Risotto al Franciacorta, ho deciso di proporre un’altra ricetta del territorio, non potevo che scegliere un piatto realizzato con la Sardina essiccata del Lago d’Iseo, Presidio Slow Food locale. Tutte le informazioni qui.

sardeDue modi secondo me sono ideali per gustare le sardine, o con la polenta o con la pasta, ho optato per la “seconda scelta” quindi eccovi la ricetta dello spaghetto (ovviamente :-)).

Ingredienti per quattro persone: 350 gr di speghettoni (Benedetto Cavalieri come al solito ma presto proverò altro), 200 gr di sardine essiccate (in questo caso io ho utilizzato quelle messe sotto vuoto in olio EVO), un ciuffetto di prezzemolo e 2 pomodori.

pasta sarde

Ricavare dai pomodori la sola buccia, o meglio, la pellicina. Mattere la stessa su un foglio di carta forno e far seccare a bassa temperatura per 20 minuti circa nel forno. Una volta seccata, polverizzarla con il mini pimer o mixer. Non ne serve molta, è sufficiente ricavarne un cucchiaino da caffè.

In abbondante acqua salata buttare gli spaghetti e nel frattempo tagliare a striscioline i filetti di sardina. Versare l’olio di conservazione delle sardine in una padella, appena caldo aggiungere le sardine. Scolare la pasta ed aggiungerla al condimento con un paio di mestoli di acqua di cottura, amalgamare bene finchè l’acqua non è assorbita.

Impiattare aggiungendo un filo d’olio, pochissimo prezzemolo e la polvere di pomodoro.

Come avete letto, non ho aggiunto sale nel condimento, le sarde sono già salate e quindi non è necessario aggiungere nulla che insaporisca il piatto.

Per l’abbinamento propongo in primis un Franciacorta Satèn, morbido e cremoso, che contrasti leggermente la sapidità del piatto, ma per gli amanti della birra consiglio una Malombra di Endorama, birra in stile Saison, luppolata con “Sorachi Ace” e con gradazione alcolica del 5,9% (il consiglio per la birra da BirraLab di Brescia, via Trento 111/g).

Buon appetito!

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9 commenti su “Pasta con la Sardina essicata del Lago d’Iseo

  1. wollas
    ottobre 17, 2013

    il pesce del lago d’iseo? ma lo sapete almeno quanto è inquinato di diossine e metalli pesanti? mangiatevelo voi 🙂

    • Gentile Wollas,
      la sua constatazione non fa altro che rendere evidenti i problemi legati alle acque del “nostro” lago d’Iseo. Assolutamente condivisibile la sua osservazione in merito all’inquinamento causato dalla mancanza di collettamento delle acque reflue delle aziende presenti in Valcamonica ed intorno al bacino idrico del Sebino.

      E’ evidente che 50 anni fa il lago era più sano di oggi (come tutto il pianeta) ma oggi è più sano di 20 anni fa per la presenza effettiva del collettore per tutta l’area lacustre e per la minor industrializzazione selvaggia della valle (qualche regola e la chiusura di molti impianti).

      Le faccio però presente che anche per questo scopo la condotta Slow Food Oglio – Franciacorta – Lago d’Iseo ha lavorato per costituire un presidio a tutela della sardina essiccata tradizionale: l’iter di approvazione del Presidio prevede un attento monitoraggio da parte di un comitato scientifico dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo che verifica sia qualità nutrizionali del prodotto che eventuali problematiche legate allo stesso.
      Tale processo di verifica permette di attribuire al prodotto appartenente al progetto del Presidio, riconoscibile dal simbolo specifico, di ottenere un valore aggiunto.

      Si vuole tutelare una produzione fatta secondo metodi tradizionali dove per tradizione non si intende il romanticismo di una ricetta ma un modo di produrre rispettoso dell’ambiente in sintonia con la natura che non ne alteri gli equilibri.
      E quindi un presidio inevitabilmente riporta con grande forza alla ribalta i temi della sostenibilità ambientale ma anche dell’economicità di attività rispettose della salute e dell’ambiente.

      Realisticamente sappiamo che molto c’è da risanare e che forse non tutto sarà più risanabile, le ferite inferte dall’uomo con uno sconsiderato rapace e rapinoso sviluppo industriale sono cicatrici incancellabili ma speriamo di salvare ciò che c’è da salvare prima che sparisca sicuri del fascino e della potenza che la sapienza, quella vera, e della potenza del gusto capace di trasformare il bisogno in piacere.

      L’acquisto della sardina essiccata del Presidio (come ha giustamente fatto la nostra Franciacortinaincucina) esclude inoltre che la stessa provenga da altri bacini idrici e quindi sfugga ai controlli operati a campione sui prodotti.

      Ci auguriamo di aver fatto chiarezza, ed averla tranquillizzata in merito al consumo della gustosissima sardina essiccata.

      • unafranciacortinaincucina
        ottobre 18, 2013

        Io ringrazio la Condotta Slow Food Oglio e Franciacorta per la risposta così esaustiva, chiara e tranquillizzante.

  2. la Greg
    ottobre 17, 2013

    Che bel piatto di spaghetti!!! Adoro le sardine e la polvere di pomodoro che però non ho mai fatto in casa…

    Ciao
    Silvia

    • unafranciacortinaincucina
      ottobre 18, 2013

      Ciao Silvia! Grazie, oltre che belli ti assicuro molto buoni! La polvere di pomodoro a casa? E’ semplicissima da fare…dovrebbe in realtà essere ben polverizzata…io non sono riuscita a macinarla benissimo perché era molto poca. Serve per dare un tocco di colore ma anche un gentilissimo sapore misto di pomodoro e peperone quasi. Prova a fammi sapere! Arianna

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  4. Pingback: Franciacorta in the kitchen: an Italian-language culinary resource | Franciacorta: The Real Story

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  6. giorgio
    giugno 5, 2017

    Ciao Arianna, provato la ricetta molto buona, con una piccola variante non ho messo la buccia di pomodoro in polvere ( al momento non avevo abbastanza pomodori ) preso due fette di pane fatto tostare bene sfregato con un pò di aglio, poi unito erbette aromatiche prezzemolo dragoncelli timo linocino maggiorana poca e un filo di cipollina e passato al mixer spolverizzato gli spaghetti.
    Ovvio che il pomodoro da un sapore diverso e non secondario colore.

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